martedì 16 dicembre 2014

Lo Spirito del Natale

Come sempre mi lascio andare al turbine di emozioni che il mese di dicembre porta con sé.  
In questo periodo divento facilmente eccitabile, freneticamente creativa, felicemente confusionaria, a tratti ben disposta verso il mondo, spesso ottimista.
Forse è lo spirito del Natale che inizia a possedermi già all'inizio di novembre e che mi fa desiderare di vivere in uno stato di grazia simile a quello degli spot Coca-Cola, per intenderci quelli in cui tutti ridono, scherzano e sono terribilmente felici.
Adoro le decorazioni natalizie, adoro fare l'albero (con largo anticipo) e adoro pastrocchiare da sola e/o in compagnia. Trovo che il gesto di addobbare l'albero sia fondamentale per entrare nell'atmosfera.
Ed è per questo motivo che ho provato un po' di tristezza l'altro giorno, quando il mio capo ha fatto ritirare dal fioraio il pacco con le decorazioni acquistate lo scorso anno dalla sua socia e collega, non permettendole così di decorare l'albero. Si è creata una certa tensione, io ho avvertito una certa delusione.
L'albero in ufficio è una tradizione recente per noi, introdotta lo scorso Natale anche per affrancarci dalle tristi vicende dovute alla scissione della società e proprio per questo il momento "del fare" aveva assunto un significato positivo e di speranza per il futuro. Il gesto di affidare ad altri la decorazione ha svilito un momento percepito come importante ad un semplice apparire...
In sostanza, è sempre il significato che noi attribuiamo alle cose a fare la differenza.
Quando preparo l'albero e apro le scatole con le decorazioni, torno bambina e mi dimentico del caos intorno, delle rogne quotidiane. Improvvisamente penso che sono solo fortunata a poter vivere la mia vita, con tutti gli annessi e i connessi.
E se mi guardo intorno mi rendo conto di non essere sola.
Proprio oggi la mia amica R., che sta vivendo giorni tempestosi in famiglia, mi ha scritto che ogni mattina appena sveglia accende le luci dell'albero e si nutre dell'eccitazione del suo bambino che non merita pensieri negativi.
Ecco, leggendo il suo messaggio ho sentito il vero Spirito del Natale, il senso autentico dell'Avvento, e come sempre sono i bambini gli unici maestri di vita da seguire.

venerdì 28 novembre 2014

VdL - Storia di una lumaca che scoprì l' importanza della lentezza


Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente "lumaca". Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un'avventura ardita verso la libertà.

Della lumaca non ho le caratteristiche, decisamente no. Del resto se il mio nick é MotoPerpetuo chi potete aspettare di trovare? Una persona placida e tranquilla?!?
Tutt'altro, io sono quella che solitamente diventa insofferente con le persone lente e troppo calme anche se sotto sotto vorrei essere così, o almeno far mie alcune delle loro caratteristiche.






Negli ultimi anni però ho cercato di pormi un freno e, udite udite, ho scoperto che la lentezza è una cosa meravigliosa.
Rallentare ogni tanto mi ha consentito di guardarmi meglio dentro, di osservare la scia che le mie azioni stava lasciando, di guardare con maggior lucidità le cose che mi hanno provocato sofferenza e cercare piano di archiviarle come passate.
La lentezza che sempre avevo criticato ha assunto ai miei occhi un valore aggiunto, inizia a diventare un pregio: la lentezza è la capacità di soffermarsi sulle meraviglie del mondo, la capacità di dare alla vita una seconda possibilità, la capacità di trovare il coraggio di liberarsi di tutte le zavorre che inevitabilmente ci portiamo sulle spalle.






Questo libro è una favola semplice, che tocca il cuore e le sue corde più profonde.




                        Con questo post partecipo al Venerdì Del Libro di HomeMadeMamma 

lunedì 24 novembre 2014

A Volte Ritornano

Rieccomi. Ci ho messo un bel po' a ritornare a scrivere. 
Non ci sono motivi particolari a tenermi lontana dal blog, tutto procede più o meno tranquillamente a seconda dei giorni, come accade a tutti del resto.
Vivo intensamente, ma non  credo di riuscire a rendere esattamente il senso di ciò vorrei dire con queste parole.
La mia vita è sempre la stessa, lavoro - casa - famiglia - tentativi di vita sociale. Sono io che mi sforzo di vivere appieno le mie emozioni, dalla gioia al dolore, dall'euforia alla frustrazione, dalla smania di fare alla pigrizia assoluta. 
Avrei tante cose da raccontare degli ultimi mesi, a partire dal bellissimo viaggio della scorsa estate negli Stati Uniti, passando per le letture fatte, arrivando alle mie nuove passioni e alle vecchie ritrovate, fino ad arrivare alla vita da mamma con tutte le gioie e i dolori del caso.
Vorrei raccontare di questo Natale che si avvicina con il suo carico di preparativi che come sempre mi rendono euforica, dei miei esperimenti in cucina sulla scia del percorso vegano che ancora non mi appartiene ma che sento sempre più vicino.
Insomma, ci sono ancora, e il desiderio di tornare a scrivere qui ogni tanto, torna a farsi strada, insieme alla voglia di dare una rinfrescata a questo posto... vedremo!
Nel frattempo ho aperto un account Instagram, perciò se vi fa piacere vedere che combino, mi trovate lì, o meglio qui, bussate e vi aprirò!
A presto,
Verdiana

martedì 9 settembre 2014

Cosa non dare da mangiare a un gatto

In questi pochi anni di vita blogghesca, per puro diletto, mi sono presa la briga di annotare di tanto in tanto le c.d. "origini del traffico" vale a dire le parole "googolate" che hanno portato gli utenti in casa MotoPerpetuo.
Ne son venute fuori cose simpatiche e originali, a volte talmente tanto originali da non riuscire a trovare il nesso, l'associazione, l'algoritmo che ha utilizzato Google per collegare le ricerche a me...
Prendete il titolo di questo post: cosa non dare da mangiare a un gatto è stata la mia prima annotazione. Non avendo in casa animali (ad eccezione di alcuni giorni quando mia figlia prende le sembianze di una scimmia dispettosa ;-p) mi viene difficile comprendere come il malcapitato utente abbia potuto soddisfare la sua curiosità o preoccupazione verso il suo micetto su questo blog.
Poi ci sono le voci di stampo sentimentale - poetico (?) del tipo "sei il mio moto perpetuo ma io sono felice", "dopo un anno sono ancora qui a scriverti", "l'anima sanguina", "quando dormi sorridi", "sei nei sogni miei", della serie devo scrivere una lettera d'amore e non so che pesci prendere. Povera o povero destinatario, chissà quale risultato!
Poi c'è tutta la serie di ricerche dedicate alla cara amica dei bambini Peppa Pig, e ne segnalo solo una, magari riuscite a risolvermi un dubbio: chi è Peppe Pig? Il fratello segreto di Peppa?
Qualcuno sperava di trovare notizie sul "vulcano più alto del mondo", o sulle "spiagge assolate di Napoli", altri volevano informazioni sulla "riserva naturale bocche di po" o su itinerari di "passeggiate in val pusteria".
Spiacente, non posso esservi utile, ma appena sarà possibile e mi sarò documentata bene, anche con gite sul posto, scriverò un resoconto dettagliato.
Dulcis in fundo meritano una segnalazione le ricerche di stampo hard, da quelle più soft del tipo "il forte desiderio", "averti per sempre", "tramonto al cioccolato fondente", "emozioni sotto il tavolo", che mi fanno credere che qualcuno stia cercando di scrivere una nuova serie simil 50 sfumature, fino a quelle quasi pornografiche che non riporto per rispetto di chi legge ma che avevano ad oggetto sempre  e solo donne nude.
Come sia possibile che ricerche di stampo hard core abbiano condotto qui sul mio blog è il mistero più misterioso di tutti, resta il fatto che se alcune frasi mi fanno sorridere queste mi lasciano un po' di inquietitudine...
E voi, che sorprese avete trovato tra le statistiche?





giovedì 4 settembre 2014

Di Polvere e Ragnatele

Aprire una porta rimasta chiusa per tanto tempo non è mai cosa semplice o divertente. Se non si è formata la ruggine intorno alla serratura si è comunque creata una buona dose di polvere e i ragni hanno messo dimora.
Un po' quello che è successo qui sul blog.
Dopo l'ultimo post un tantino triste sono quasi completamente scomparsa dal web e no, le due cose non sono collegate. Semplicemente non avevo più voglia di scrivere e condividere i miei pensieri (non che prima lo facessi con tanta frequenza o costanza) oppure se anche mi sentivo ispirata, mancava la concreta possibilità o una tastiera a disposizione per buttar giù due righe. Insomma, passato il momento...ci siamo capite, vero?
Ho riflettuto tanto in questi mesi sull'opportunità di tenere aperto ancora il blog. E non sono giunta ad alcuna conclusione. Di certo c'è il fatto che il web senza la mia presenza sopravvive di sicuro dato che non ho scoperto la formula della felicità o l'elisir della eterna giovinezza. Considerata poi la mia incostanza e la mia presenza a saltelli non posso dire, ahimè, di aver intessuto chissà quale fitta rete di relazioni virtuali, con un paio di eccezioni che non vorrei mai si perdessero.
Pertanto il quesito resta: che ci sto a fare qui? Perché scrivo? Non voglio prendermi in giro e tanto meno desidero farlo con i due o tre lettori che saranno rimasti: non scrivo solo per me stessa. Se così fosse comprerei un bel diario per raccogliere i pensieri e stop. Ho iniziato a scrivere questo blog per vincere la solitudine che vivevo in un periodo un po' delicato e come a tutte credo sia successo, ho provato una immensa emozione a leggere il primo commento ricevuto. Devo molto alla rete, dalle opportunità di confronto sulle tematiche più disparate, agli stimoli importanti che mi hanno smosso in più occasioni, al non sentirmi sola di fronte ai problemi, e forse è questo senso di gratitudine che mi frena dal mettere la parola fine all'esperienza del blog.
Perciò ringrazio tutte le persone che in questi anni sono passate a leggere e hanno lasciato un commento, chi mi ha scritto una mail,  chi mi ha risposto,  chi mi ha coinvolto nelle sue iniziative, chi è stato silenzioso ma c'è stato, chi mi ha accolto nel suo blog, insomma tutti.
Proverò a riprendere in mano le redini di questo posto e chi vivrà vedrà.
A presto,
Verdiana


martedì 13 maggio 2014

Privilegi

Ho trascorso una notte insonne e stavolta non è stata la rinite allergica a darmi fastidio, ma una brutta notizia ricevuta a tarda sera che ha oscurato tutti i miei pensieri.
Una mia cara amica ha perso la sua bimba all'ottavo mese di gravidanza per una "svista" del medico che la stava seguendo.
Uno strazio.
Abbiamo parlato al telefono fino a tardi, ho ascoltato con orrore tutto il racconto di ciò che era accaduto, incapace di dire altro se non "mi dispiace".
Sono entrata in camera e  ho guardato la mia piccola dormire e le ho dato un bacio stringendole la manina. Ho pensato a quanto siamo state vicine a quella stessa svista e a quanto siamo state fortunate.
Ho pensato a passeggini inutilizzati e corredini chiusi nelle scatole, abitini che non saranno indossati, cuori a brandelli e interrogativi continui.
Ho pensato ai privilegi dell'essere madre: il primo sguardo, il primo sorriso, il primo bagnetto, la prima pappa, le prime parole, il primo dentino, i primi passi. Tutta la quotidianità fatta di nottatacce, stanchezza infinita, rigurgiti, coliche e febbre alta. Tutti i capricci, quei momenti che sembrano ingestibili, quelle giornate che vorresti essere sola nell'universo e speri finiscano presto, il disordine cronico e i pianti continui. Ma anche i giochi, le feste, le scoperte continue, le millemila domande, i cartoni animati e i libri illustrati.
Sono una PRIVILEGIATA. Non voglio dimenticarlo mai.

martedì 29 aprile 2014

Sfida a Colpi di Poesia

In rete in questi giorni circola una sfida a suon di poesie. Ed anche io sono stata nominata!
In pratica dopo aver ricevuto il testimone da Vittoria , mi trovo qui a condividere una poesia che amo. In realtà non sono una vera estimatrice di poesie, amo i libri, leggo tanto, ma si tratta soprattutto di narrativa.
Forse è per questo che ho scelto  "Libri" di Herman Hesse: esprime quello che provo con la lettura e quello che ho provato quando alla fine di un percorso abbastanza tortuoso sono finalmente giunta alla laurea: non per niente l'ho inserita ad apertura della mia tesi...

Libri

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.

Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Adesso, regolamento prevede che io nomini altri tre (o cinque?) blog ai quali rilanciare la sfida, i quali dovrebbero rispondere entro 24 ore, pena l'invio di un libro allo sfidante.
Ebbene, io che in fondo in fondo covo un po' di spirito sovversivo, cambio le regole e passo il testimone a tutti voi che passate e passerete di qui e vorrete condividere con la blogosfera uno scritto o una poesia (vostra o di altri) eletta come importante nel vostro firmamento di emozioni!

sabato 26 aprile 2014

Colazione Cruelty Free

Ho partecipato ad un corso di cucina vegana e le motivazioni le ho spiegate qui. Forse continuerà nei prossimi mesi e sinceramente lo spero tanto perché si è rivelato essere soprattutto un corso di cucina e alimentazione consapevole: ho imparato trucchetti interessanti sulle preparazioni e le sostituzioni, sulle etichette, su aziende che certificano prodotti vegan che troviamo facilmente nelle corsie dei supermercati, ho confrontato i miei punti di vista e iniziato a sperimentare. 
Tra gli esperimenti meglio riusciti, senza dubbio posso citare quello dei Veg Muffin: facilissimi da preparare, veloci e ultima ma non meno importante nota da sottolineare....lasciano spazio alla fantasia e alla personalizzazione.
E poi...una colazione cruelty free è sicuramente il modo migliore per iniziare la giornata, non credete?


Questi gli ingredienti di base per 6 muffin:

150 gr di farina bio (io metà 00 e metà di farro)
80 gr di zucchero di canna grezzo o integrale
1 cucchiaino di cremor tartaro
un pizzico di bicarbonato
30 gr di olio di semi di buona qualità (io girasole)
110 gr di latte vegetale (io latte di riso)
Aromi, frutta e condimenti a piacere.



L'operazione è davvero semplice: si mescolano in una ciotola gli ingredienti solidi, in una seconda ciotola si mescolano i liquidi e poi si unisce il tutto miscelando poco e lentamente.
A questa base potete decidere di aggiugere aromi come vaniglia, zenzero o cannella, farina di cocco, uvetta o bacche di goji, cacao in polvere o scaglie di cioccolato (ovviamente fondente extra).



Io li ho provati in tre varianti diverse:

  • nella prima ho aggiunto alla versione base un mezzo cucchiaino di cannella e un quadratino di cioccolato extra fondente ficcato grossolanamente in mezzo al pirottino con le dita, non vi dico la goduria di mangiarlo tiepido con il cuore di cioccolato semi-sciolto!
  • nella seconda versione ho aggiunto agli ingredienti secchi un cucchiaio di cacao in polvere amaro e un cucchiaio di farina di cocco.
  • nella terza, che è la mia preferita, ho aggiunto invece un cucchiaio di cacao in polvere, 1/2 cucchiaino di cannella e 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere: un aroma inebriante!

Detto questo, è arrivato il momento di versare il composto negli appositi stampi da muffin e infornare a 180° per circa 20-25 minuti.



Godetevi il profumino che si spande per casa e gustate i muffin tiepidi!
Perfetti per la colazione ma anche ogni volta che ne avete voglia!

P.S. Se li provate fatemi sapere cosa ne pensate :-)
P.P.S. La qualità delle foto è pessima, abbiate pietà, ma di sera la mia cucina mal si presta a fungere da set fotografico!

venerdì 18 aprile 2014

Stessa Spiaggia, Stesso Mare

L'arrivo della Primavera in casa MotoPerpetuo coincide ogni anno con le passeggiate in riva al mare, ormai è un'abitudine consolidata.
La spiaggia è sempre quella di Vietri Sul Mare, per noi vicinissima e non fruibile nel periodo estivo per l'eccessivo caos che caratterizza un po' tutta la Costiera Amalfitana.

Amiamo partire presto da casa e goderci la spiaggia semideserta, arrivare che ancora la brezza rende l'aria frizzantina e poi spogliarci, strato dopo strato, man mano che il sole ci scalda.







Amiamo raccogliere sassi, legnetti, fare sculture improvvisate, castelli di sabbia e corse a perdifiato...





Coccolarci, godere l'uno dell'altro in piena spensieratezza, ridere...





....e poi scoprire piccole opere d'arte lasciate da altri, osservare i pescatori che gettano le reti in mare, il cielo e gli appassionati di volo...





P.S.
Oggi venerdì 18 aprile, agli sgoccioli della Settimana Santa, le temperature ricordano molto le festività natalizie...ma io non cedo e continuo ad indossare imperterrita la mia leggera giacchina in pelle. Insomma è pur sempre Primavera!

mercoledì 16 aprile 2014

Dove Meno Te Lo Aspetti

Succede che la scorsa settimana, vado a prendere mia figlia a scuola e lei mi mostra tutta orgogliosa le sue unghie laccate di smalto fucsia.
Succede che la mia reazione non è delle migliori, perché la prima cosa che le dico è "Cos'è questa novità?" un tantino innervosita. Alla sua spiegazione poi resto davvero basita: "E' stata la maestra P., lo ha messo a tutte le femminucce."
Chiedo immediatamente spiegazioni alla maestra mal celando il mio disappunto.
La risposta è stata "abbiamo giocato perché una bambina aveva portato a scuola la boccetta di smalto". Con tono tra l'ironico e il contrariato (sforzandomi di contenere la rabbia che voleva uscire da tutti i pori) le faccio notare che questo "gioco" avrebbe probabilmente creato disagi a casa, vista la difficoltà con cui già adesso fronteggiamo l'eccessiva vanità della bambina. Lei per tutta risposta mi fa un ridolino isterico al quale io rispondo che nel caso avessi avuto richieste di manicure da parte di Siria sarebbe stata lei maestra a spiegarle perché lo smalto alla sua età non deve essere messo.
La storia finisce qui, anche perché non mi risulta che il fatto abbia infastidito alla stessa maniera le altre mamme. 
Però io a distanza di una settimana, non l'ho ancora digerita e la cosa più brutta è stata che Siria vedendomi reagire in quel modo, ha pensato che io fossi arrabbiata con lei e non è stato semplice farle capire il contrario.
Insomma, io sto ancora qui a farmi le mie belle seghe mentali, a chiedermi se è lecito che a scuola (anche solo per gioco) si incoraggino certe attività, se la mia reazione non sia stata un tantino esagerata e se forse sarebbe stato meglio parlare alla maestra in separata sede.
Voi cosa ne pensate? Come avreste reagito al mio posto? Sono un caso da ricovero???

domenica 30 marzo 2014

Saluti e Baci Generale!

Finalmente ti salutiamo Generale Inverno! Nulla di personale, sia ben inteso, ma preferisco altro.
Altro clima, altri colori, altri calori.
Lo so, lo so, questa volta non ti sei espresso al meglio, niente gelate, poca neve, ma pazienza, ormai il tuo tempo è passato, tocca alla Signorina Primavera, che già sei stato un tantino prepotente ad insistere con le tue temperature ben oltre il suo arrivo...insomma dovresti ripassare le buone maniere, sei pur sempre un Generale!
Per carità, non voglio sminuire la tua importanza, ogni stagione ha le sue bellezze...ma come posso non preferire l'esplosione di colore di questi giorni?











Come posso non gioire per le margheritine nelle aiuole dietro casa che la mia piccola raccoglie per me "con tanto amore"?





Come posso non inebriarmi per tutta la luce che irrompe dalle finestre e che ci invoglia ad uscire e chiuderci alle spalle la porta di casa?






Mi capisci, adesso Generale? Non volermene, ma stiamo tanto bene così!

venerdì 28 marzo 2014

VdL - Donne da Nobel


"La chiave dell'esistenza umana non è l'amore, bensì la curiosità."
Rita Levi Montalcini


Non un romanzo ma una sorta di compendio che racconta la vita di quarantaquattro donne. Non donne qualunque: quarantaquattro premi Nobel, donne che hanno cambiato per sempre la storia dell'umanità.
Utile lettura per chi ha voglia di conoscere la determinazione, la tenacia, la passione e le paure di donne che hanno avuto il coraggio di pensare differente, di sfidare le convenzioni sociali di epoche lontane, e ahimè anche recenti.
Avrei voluto scrivere di questo libro in concomitanza della "Giornata Internazionale della Donna", ma non ci sono riuscita.
Anyway, sebbene non si tratti di un capolavoro letterario e il formato digitale necessiti di una revisione, il libro merita una lettura. Perché da Marie Curie ad Alice Munro, la sostanza non muta: se è vero che la società è molto cambiata dall'inizio del ventesimo secolo ad oggi, è altrettanto vero che esiste un'effettiva differenza di genere ma non ancora le pari opportunità.
Interessante che a scriverlo sia stato un uomo, Massimo di Terlizzi, giornalista impegnato nel campo della difesa dei diritti umani e del quale purtroppo non ho trovato molte informazioni in rete.




                           Con questo post partecipo al Venerdì Del Libro di HomeMadeMamma 

mercoledì 26 marzo 2014

#52weekprojectquotes 12/52 e 13/52


"Siamo quello mangiamo."
                                                                                                        Ludwig Andreas Feuerbach, filosofo
                                                                                                                                            


"Ogni cosa negli alimenti lavora con ogni altra cosa per creare salute o malattia. Più pensiamo che una singola sostanza chimica caratterizzi un cibo intero, più ci addentriamo nell’idiozia."
                                                                                                       T.Colin Campbel, The China Study
                                                                                                                        




Cerco di recuperare l'arretrato con due citazioni ma un unico argomento: salute e alimentazione.
Ebbene, ho iniziato a frequentare un corso di cucina vegana. Qualcuno leggendo potrebbe obiettarmi: "Proprio tu che non riesci a vivere senza formaggi? Proprio tu che non resisti davanti ad una fetta di mortadella?".
Sì, proprio io. Certo non sono diventata vegana così all'improvviso, non lo sono diventata affatto. Del resto non credo che riuscirei, forse vegetariana, chissà. 
Se è vero che la salute passa dall'alimentazione, così certe scelte devono essere alimentate dalla conoscenza, ed essendo io curiosa come una scimmia ed avida di imparare, mi sono buttata in questo percorso culinario.
Mangiar bene mi è sempre piaciuto, ormai da tempo mi interesso di alimentazione consapevole e sostenibile e allora perché non allargare le mie prospettive e lasciar cadere le barriere che ancora mi frenano?
Dove mi porterà questo cammino? Onestamente non so dirlo, ad una ulteriore varietà nella nostra alimentazione, a conoscere alternative, forse a rieducare alcuni modi di pensare, sicuramente ad un arricchimento personale.
Intanto stay tuned, man mano che procedo con le sperimentazioni condividerò con voi i miei passi avanti e le ricette della fatina dai capelli blu che tiene le lezioni!


martedì 25 marzo 2014

Questioni di Look

Casa MotoPerpetuo, una mattina come tante. 
Ci si prepara per uscire.

Siria: Mamma ma tu quando andavi a scuola ti mettevi la tuta?
Io: Sì, come te.
S: Anche le scarpe da ginnastica e il grembiulino?
Io: Sì amore.

Dopo pochi minuti la sento canticchiare a modo suo nel bagno " Mi chiamo Lola, sono spagnola e vado a scuola...Maaaammmmaaaaa?"
Io: Che c'è?
S: Ma anche Lola metteva la tuta e il grembiulino?

Ecco, per mia figlia già adesso è tutta una questione di look.
Mi vedo messa male.




lunedì 24 marzo 2014

#52weekprojectquotes 11/52


Nessuno può giudicare. Ciascuno conosce la grandezza della propria sofferenza,
o la dimensione della totale mancanza di significato della propria vita.
 Paulo Coelho
dal libro "Veronika decide di morire" 


Pochi giorni fa nella nostra città una ragazza di 31 anni si è tolta la vita. Non la conoscevo ma in una piccola realtà notizie come questa hanno una cassa di risonanza enorme. Non si parla d'altro e in alcuni momenti non riesco a comprendere se è davvero necessario farlo continuamente e interferire con chiacchiere da bar nella dimensione personale di una famiglia così irrimediabilmente distrutta.
Il mio pensiero è costantemente rivolto ai suoi genitori, condannati per sempre a vivere con il peso di chi non è stato in grado di evitare un gesto così estremo, così incomprensibile, di impensabile coraggio ma, a mio avviso, anche di altrettanto egoismo.
Una mia insegnante diceva che "Nel suicidio c'è il coraggio di chi non ha coraggio".
Forse è vero. Ma pur non volendo giudicare, perché nessuno potrà mai comprendere l'intensità di un momento talmente buio da determinare un salto nel vuoto dal terzo piano, restano le domande: esiste la possibilità che uno spiraglio di luce possa incanalare tale coraggio nella risoluzione di una sofferenza profonda? Quanta energia interiore è necessaria per compiere un folle gesto e quanta ne serve invece per rialzarsi ed andare avanti?
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-78447?f=w:216>

martedì 18 marzo 2014

Io sono qui...almeno ci provo!

Ok lo confesso, non so da dove iniziare.
Il lettore di feed mi dice che ho 873 post arretrati da leggere. Il tempo da dedicare al pc è sempre meno e un tantino mi manca la voglia. In ufficio ormai ho i secondi contati, la sera mi sento sempre stanca e dovendo scegliere, preferisco addormentarmi con un libro tra le mani o al massimo con il kindle.
Le giornate si susseguono piene e questo inverno per fortuna è volato tra impegni vari, pochi malanni, molta pioggia. Ho diversi post in bozza, molte cose da raccontare e sono in arretrato con il progetto settimanale. Insomma, in teoria tanta buona volontà e in pratica sul fronte blogghesco poco si muove.
Ma ci sono eh, prima o poi riprendo. Perché anche se in silenzio, io sono qui!


lunedì 10 marzo 2014

#52weekprojectquotes 10/52



Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. È il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo.
                                                                                          Il cammino di Santiago, Paulo Coelho



Non sono una persona competitiva ma amo pormi delle sfide. Ho imparato a farlo perché ho sperimentato che il percorso per raggiungere la meta è molto più importante della meta stessa.
E' come fare un'escursione, è molto più stimolante osservare il percorso e i millemila particolari che lo caratterizzano che concentrarsi solo ed esclusivamente sulla fatica e camminare con i paraocchi fino all'obiettivo.
Ovviamente non è stato sempre così, sono cambiata con il tempo, ho appreso molto di me ed ho compreso ciò di cui ho bisogno.
Data la mia scarsa autostima e la mia straordinaria abilità a perdere subito l'entusiasmo per qualsiasi cosa, ho imparato ad agire per obiettivi e senza considerare l'apparente importanza degli stessi, che si tratti della tesi di laurea da completare nei tempi prefissati o di mantenere la costanza nel frequentare la palestra...io mi pongo degli obiettivi. Spesso non stabilisco un percorso, anzi quasi mai, a stento delineo una traccia, ma sempre, durante il cammino, piano piano comprendo la strategia migliore, mi appassiono, scopro scorciatoie e mi soffermo a riflettere. Il punto è sempre lì, talvolta si avvicina, talvolta si allontana, talvolta muta perché quello originario perde di importanza.
Ma sempre quello che conta sono io, i miei cambiamenti, le mie emozioni.

lunedì 3 marzo 2014

#52weekprojectquotes 9/52






                                                                                                              Oriana Fallaci - Un Uomo


Ieri come oggi, domani come ieri. 

mercoledì 19 febbraio 2014

#52weekprojectquotes 8/52


" Leggere, come io lo intendo, vuol dire profondamente pensare"
                                                                                                         
                                                                                                                      Vittorio Alfieri


Appena laureata ho lavorato per qualche mese come tutor in un centro studi per recupero anni scolastici. E' stata un'esperienza molto forte da un punto di vista umano e altamente formativa per la mia personalità. Mi sono trovata catapultata in una realtà che ho avvertito subito come molto triste: incontravo per diverse mattine a settimana ragazzi e ragazze il cui unico scopo era fare contenti i genitori che spendevano una barca di soldi per il famoso pezzo di carta. Va da sé che la mancanza di partecipazione era pressoché totale, tanto più che io arrivavo quasi in chiusura di anno scolastico e che quindi avevo l'unico compito di aiutarli a preparare le tesine, dalla scelta dell'argomento alla correzione, fino ad arrivare alle discussioni e simulazioni d'esame.
Dopo poche settimane ho capito che a loro non interessava neanche fare quello perché, c'era qualcuno che veniva pagato anche per preparare le tesine e che quindi in quelle aule il mio ruolo era poco diverso da quello di un soprammobile.
Lì per lì mi prese lo sconforto, mi sentivo inutile, una povera ingenua! Poi una illuminazione. Telefonai a mia madre e la ringraziai per avermi, insieme a mio padre, sempre spronato a studiare perché finalmente avevo capito che il fine dello studio non era semplicemente il voto, ma il raggiungimento della capacità di pensare, di avere un' idea propria ed essere capace di esprimerla. Lo studio come la lettura erano state e sempre saranno un'opportunità di libertà.
Con quella consapevolezza finalmente acquisita iniziai a recarmi al centro senza libri di testo ma con un quotidiano e con i pochi ragazzi che avevano voglia di seguirmi iniziai a leggere qualche notizia e a lasciarli parlare, commentare, raccontare di sé.
Una delle ultime mattine uno di loro mi disse: " Mi piace quando ci siete voi perché ci fate parlare di cose reali e di noi, qui non lo fa nessuno". Io sottolineai che essendo arrivata a giochi già fatti non avevo potuto aiutarli molto ma una cosa tenevo a far loro comprendere: studiare li avrebbe resi persone libere perché la conoscenza gli avrebbe dato la possibilità di pensare da soli.
Non  li ho visti più e non so adesso dove siano né cosa stiano facendo delle loro vite, ma in cuor mio spero portino sempre con sé il ricordo di quelle ore di lettura giornali e lunghe chiacchierate.


mercoledì 12 febbraio 2014

#52weekprojectquotes 7/52


                                                                                                       Dante, Inferno, Canto XXVI                                                                                    
Ho sempre provato ammirazione per la figura di Ulisse. Ho amato l'Odissea fin da quando, ancora bambina sfogliavo l'enciclopedia illustrata che era stata di mia madre ragazza e ne leggevo degli estratti. Forse è stato così che mi sono appassionata alla mitologia classica.
Ulisse il coraggioso, Ulisse uomo scaltro, Ulisse che non ha paura di sfidare gli dei dell'Olimpo.
Ulisse che non cela ai suoi compagni il desiderio di sfidare i limiti della conoscenza, che si spinge sempre un po' più avanti, che li esorta a non vivere come bestie ignoranti ma a seguire la conoscenza proprio perché umani.
A volte credo che la passione che nutro per questo eroe sia dovuta alla mia propensione "a non sentirmi mai abbastanza". Pur essendo grata alla vita per ciò che ho, mi rendo conto di non essere mai pienamente soddisfatta, vorrei essere sempre di più, più brava, più colta, più coraggiosa, più sicura di me.
Come Ulisse mi capita spesso di sentirmi divisa in due, tra il godere delle gioie della quiete, della quotidianità, della semplicità e la smania di muovermi, di partire, di conoscere, andare oltre quella stessa quotidianità.
Sopravviverò a questo dualismo, imparerò a conviverci serenamente oppure una delle due me dovrà soccombere prima o poi?



mercoledì 5 febbraio 2014

#52weekprojectquotes 6/52




Ho trovato il bigliettino della foto in un libro di Isabel Allende, un paio di anni fa. Questo libro aveva stazionato per anni sulle mensole della vecchia cameretta a casa dei miei genitori senza che io lo avessi letto. La calligrafia è di mia madre, ma non ho ancora ben capito se trattasi di una citazione che ha voluto annotare durante la lettura (e che io non sono riuscita a ritrovare) o di una sua ispirazione del momento, che poi è rimasta lì tra quelle pagine. Non le ho mai chiesto di questa cosa e mai lo farò, credo.
Il piacere della sua scoperta è stata pari a quella di un tesoro e mi piace l'idea di portare con me, nei miei ricordi, questo mistero.
E voi avete mai trovato qualcosa di inaspettato tra le pagine di un libro?

mercoledì 29 gennaio 2014

#52weekprojectquotes 5/52




“E' la normalità la vera rivoluzione.” 
Veronica - Daniela Piazza
Dal film "L'ultimo bacio"





Tanto "turbamento" mi ha scatenato negli anni questa citazione; a seconda del momento storico o di quello che stavo vivendo i pensieri sono stati sempre diversi.
Potrei scrivere per ore per contestualizzarla nella mia vita, ma scelgo di non farlo. La lascio qui, per voi che leggete. Fatela vostra se volete, o passate oltre, a voi la scelta.

lunedì 27 gennaio 2014

Delizie di Stagione

Conoscete il Kumquat? Io no, non lo conoscevo, non con questo nome almeno. Conoscevo il mandarino cinese, che poi ho scoperto essere la stessa cosa.
Si tratta di un albero sempreverde di origine appunto cinese, ma comunque molto diffuso in Italia, il cui frutto, che porta lo stesso nome dell'albero, è usato principalmente per marmellate e canditi, ma fidatevi se vi dico che è eccezionale per la preparazione di liquori dal gusto particolare.
In questo periodo il frutto è pronto per essere utilizzato per le marmellate ed è proprio questa ricetta che oggi vorrei condividere, dato che lo scorso anno mi ha dato grandi soddisfazioni.
Confesso di non aver mai visto in vendita i frutti dei mandarini cinesi, ma è molto facile trovarli trattandosi di una pianta presente in molti giardini, spesso solo come pianta ornamentale.
Comunque se riuscite a procurarveli e soprattutto se avete un po' di tempo a disposizione provate a realizzarla, non ne rimarrete delusi.




Occorreranno:
mandarini cinesi
zucchero di canna ( un terzo del peso della frutta)
una baccello di vaniglia.

Lavate i mandarini cinesi e lasciateli in una ciotola piena d'acqua per non meno di 8-10 ore, avendo cura di cambiare l'acqua un paio di volte, questo per attutirne il sapore amarognolo.




Dopo, armatevi di tanta pazienza e tagliateli a rondelle avendo cura di togliere tutti, ma dico proprio tutti i semini. Non buttateli però, metteteli in una garzina chiusa a mo' di sacchettino con un po' di spago da cucina, servirà durante la cottura della marmellata, perché i semini rilasceranno la loro naturale pectina.
Prendete il baccello di vaniglia, incidetelo con un coltellino affilato, raschiate i semini all'interno e uniteli alla frutta in un tegame dal fondo spesso con lo zucchero di canna e il sacchettino con i semini.
Cuocete a fiamma bassa mescolando di tanto in tanto; a cottura quasi ultimata togliete il sacchettino, date una passata di minipimer e lasciate sul fuoco fino a quando la prova piattino decreterà la giusta densità.
Conservate in barattoli precedentemente sterilizzati, fateli raffreddare a testa in giù per favorire l'effetto sottovuoto e se volete essere un po' più sicuri, fateli poi bollire per una ventina di minuti.




Una volta raffreddati i barattoli la marmellata è pronta da mangiare.
Una mia collega mi ha raccomandato di gustarla in abbinamento a yogurt e ricotta di bufala, sembra essere una vera prelibatezza. Io non ho ancora provato, che dite mi devo fidare?

venerdì 24 gennaio 2014

VdL - Solo le montagne non si incontrano mai

"Nei tempi in cui viviamo, nell'era della globalizzazione le comunicazioni sono più semplici e veloci,solo le montagne non s'incontrano mai. Gli esseri umani oggi possono farlo.
 Se c'è la volontà, c'è anche una possibilità."


Ho comprato il libro in versione digitale (ebbene sì, mi sono convertita al kindle) incuriosita dal titolo e dall'autrice, Laura Boldrini, attuale Presidente della Camera. Avevo voglia di leggere di questa esperienza che nulla aveva a che vedere con il suo incarico politico, e tutto sommato non sono rimasta delusa.
Il libro racconta la storia vera di una ragazza somala a seguito del trasferimento dell'ospedale da campo italiano in cui era ricoverata, nel quale era stata portata gravemente ammalata dal padre, che però non era più stato in grado di raggiungerla.
Una storia di amore e di ricerca.
L'amore di  un padre, Mahad, che pur non avendo notizie della figlia non si arrende e non potendo lasciare il campo da rifugiati in cui è costretto a vivere, parla della figlia ad ogni volontario umanitario italiano che giunge nel suo campo, convinto che Murayo sia ancora viva e che gli italiani non l’avrebbero mai abbandonata per strada e senza cure.
L'amore di un padre che trova finalmente la serenità quando riabbraccia la sua bambina e vede che è stata cresciuta nel migliore dei modi, ringraziando il maresciallo italiano che l'aveva accolta con sé per averle dato una nuova famiglia ed un futuro.
La ricerca di Murayo che parte per il viaggio più importante della sua vita, quello per ritrovare il padre naturale, per capire il perché del suo abbandono. Un uomo per sentirsi davvero libero deve necessariamente conoscere le sue radici e forse Murayo ancora non sa che in quel viaggio ritroverà se stessa, e sarà libera così di andare avanti per il suo cammino.







                           Con questo post partecipo al Venerdì Del Libro di HomeMadeMamma 


mercoledì 22 gennaio 2014

#52weekprojectquotes 3/52 e 4/52

Prosegue il cammino alla ricerca delle parole significanti della mia vita. Anche questa volta due citazioni perché ho fatto un po' di confusione con le settimane...ne avevo persa una per strada!

La prima viene da un film molto leggero, la classica commedia romantica americana, che ogni tanto però fa bene vedere perché permette allo spirito di alleggerirsi...e poi anche in questi film si possono trovare delle chicche in grado di fare la differenza.


"Guardateci, sempre di corsa di qua e di là, sempre di fretta, sempre in ritardo..Non siamo la razza umana, ma razzi umani. Però, a volte rallentiamo quanto basta perchè tutti i pezzetti del mosaico vadano al posto giusto. Così il destino diventa magia. E tu non sei più solo. A volte, in mezzo a tanta casualità, accade qualcosa di inaspettato, che ci dà la spinta ad andare avanti. E se devo dirla tutta, sto cominciando a pensare, sto cominciando a sentire, che dopo tutto anche questa eterna corsa ha un senso."


Wally Mars (Jason Bateman


Dal film Due Cuori e Una Provetta


E poi c'è il mio mito musicale, Ligabue, e di lui leggerete parecchio qui, visto che tante emozioni in passato mi ha regalato.

"E ti sei opposto all’onda
ed è li che hai capito

che più ti opponi e più ti tira giù.

E ti senti ad una festa

per cui non hai l’invito

per cui gli inviti adesso falli tu."


Ligabue - Metti in circolo il tuo amore
Radiofreccia (colonna sonora), 1998


Buona settimana di parole importanti a tutti voi!

venerdì 17 gennaio 2014

VdL - Se per un anno una lettrice

" Siamo ciò che amiamo leggere e quando dichiariamo di amare un libro ammettiamo che rappresenta davvero alcuni aspetti di noi stessi, sia che ci struggiamo per il romanticismo o che bramiamo l'avventura  o che siamo segretamente affascinati dal crimine. " 
 "Ci sono così tanti libri che aspettano di essere letti, così tanta felicità da trovare, così tante meraviglie che attendono di essere svelate."
                                                                                              N. Sankovitch

In questo libro, l'autrice parla del suo rapporto con i libri e la lettura e di come cerca di superare il dolore per la perdita della sorella: leggere un libro al giorno per un anno.
Mi sono chiesta spesso da quando l'ho letto come deve essere riuscire a staccarsi dalla famiglia, dalle incombenze , dal resto del mondo e dedicarsi ad un progetto come questo. Non riesco ad immaginarlo, non riesco a credere di poterlo fare...ma mi piacerebbe, talvolta mi sono anche chiesta se fosse possibile leggere libri per lavoro.
Il senso di estraniazione che provo con i libri quando mille ansie mi assalgono è decisamente terapeutico...come un anno fa. Stavo già attraversando un periodo delicato di cambiamenti sul lavoro, quando mio padre è stato male, ed io lontana e con l'impossibilità di muovermi vivevo per la seconda volta il mio incubo ricorrente, quello di perderlo.
In quei giorni poche cose mi donavano un po' di pace, una tra queste la lettura serale, quei pochi minuti di isolamento in cui consapevolizzavo l'immenso valore di ciò che in un libro si può trovare: consigli, insegnamenti, emozioni, a volte solo puro e semplice svago, ma in ogni caso sempre quello di cui c'è bisogno.
Ho trovato la storia della Sankovitch un inno alla lettura, un invito a leggere sempre di più, a cercare nei libri le risposte, a cercare noi stessi, un dono da farsi, perché a prescindere dalle storie, ogni libro lascia un segno, a volte ci cambia la vita, altre volte non riusciamo a coglierlo nell'immediato, ma arriva prima o poi il momento in cui quel messaggio emerge dopo aver sedimentato in qualche parte profonda del nostro cuore.


"Avere sempre un libro con sé. Leggere mentre si aspetta. Leggere mentre si mangia.
 Leggere mentre ci si esercita. Leggere prima di andare a letto. Leggere prima di uscire dal letto.
 Leggere invece di aggiornare FB. Leggere invece di guardare la Tv. Leggere invece di passare l'aspirapolvere. Leggere mentre si passa l'aspirapolvere. Leggere con un gruppo di lettura.
 Leggere con i bambini. Leggere con il gatto. Leggere con il cane. Leggere con un programma.
 Avere sempre un libro con sé."
Da Read All Day, il sito dell'autrice




Con questo post partecipo al Venerdì Del Libro di HomeMadeMamma 

mercoledì 15 gennaio 2014

#52weekprojectquotes

Vi ricordate il diario dell'adolescenza? Magari la Smemo, quel libro sacro dove si scrivevano poesie, frasi, dediche e canzoni, tutto tranne i compiti da fare a casa.
Ecco oggi mi piacerebbe poterne sfogliare una a caso di quegli anni, sarei curiosa di vedere cosa vi avevo trascritto, sarebbe bello poter fare un'analisi di quella che ero, fare un tuffo nei miei pensieri di allora, nei miei desideri...
Purtroppo non ne conservo neanche una di quelle agende, sono state distrutte dalla sottoscritta in un impeto di rabbia post-adolescenziale, peccato.
Comunque, stamattina ho letto questo post di Anna e ho avuto istantaneamente voglia di mettermi in gioco, di prendere un impegno settimanale, di scavare nei meandri della memoria, di cercare tra i miei appunti sparsi nei cassetti quelle frasi, quelle parole che hanno lasciato un segno, che mi hanno aiutato a trovare "la via", che hanno risposto ad un quesito irrisolto della mia vita, che semplicemente mi hanno ispirato.
Ogni mercoledì condividerò con voi qui sul blog le mie parole con l'hastag  #52weekprojectquotes, le lascerò andare libere nell'etere, libere di rispondere a chiunque.

Essendo già al secondo mercoledì di gennaio, mi tocca recuperare una settimana e perciò beccatevi le mie prime due perle di saggezza (mie si fa per dire!).

 #52weekprojectquotes 1/52

Non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicità o alla saggezza.
 Niente di tutto questo può essere istantaneo. 
Ognuno deve cercare a modo suo, ognuno deve fare il proprio cammino, perché uno stesso posto può significare cose diverse a seconda di chi lo visita.
                                                                                                   
                                                                       Tiziano Terzani - Un altro giro di giostra

#52weekprojectquotes 2/52

Se un sogno è il tuo sogno, quello  per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene.
 Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.
                                       
                                                                        Massimo Gramellini - Fai bei sogni


Con questo post partecipo al  #52weekprojectquotes di Anna - Tra Rock e NinnaNanne
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